Dalla tradizione fabrianese al futuro

OGNI FOGLIO, UNA STORIA CHE CONTINUA
A Fabriano fare carta è un sapere che attraversa i secoli.


Acqua, fibre, forme e mani esperte danno vita a un materiale che ha accompagnato la scrittura, l’arte e la diffusione della conoscenza. È qui che, a partire dal Medioevo, i Mastri Cartai perfezionarono tecniche e introdussero innovazioni destinate a cambiare la storia della carta europea: dalla lavorazione delle fibre alla collatura, fino alla filigrana.

Ancora oggi la carta tradizionale fabrianese nasce dall’incontro tra materia, acqua, esperienza e gesto umano. Ogni foglio porta con sé una tradizione antica, ma continua a vivere nel presente, nelle mani di chi lo produce e di chi lo sceglie per disegnare, dipingere, stampare, scrivere e creare.

Una tradizione non si conserva ripetendola. Si conserva facendola vivere.


La materia

Tutto comincia dalle fibre. Prima del foglio c’è la materia.
Fibre accuratamente selezionate vengono lavorate nell’acqua fino a ottenere un impasto omogeneo. Nella produzione a mano il Mastro Cartaio immerge la forma nel tino e, attraverso movimenti precisi maturati con l’esperienza, distribuisce uniformemente l’impasto sulla tela.
È un gesto apparentemente semplice, ma da esso dipendono lo spessore, l’omogeneità e molte delle caratteristiche del foglio.
Cotone, cellulosa, acqua, collatura, colore e grado di raffinazione concorrono a determinare consistenza, superficie, assorbenza, resistenza e comportamento della carta. La materia non è quindi soltanto l’inizio del processo: è già parte del progetto del foglio e della sua destinazione d’uso.
Dalla qualità della materia nasce la qualità della carta.


La filigrana

Il segno che nasce dentro il foglio. La filigrana non viene stampata sulla carta. Nasce con la carta.
Un sottile disegno realizzato sulla forma modifica localmente la distribuzione delle fibre e lascia nel foglio un’immagine che si rivela guardandolo in controluce. Un segno discreto, incorporato nella struttura stessa della carta.
Nata a Fabriano nel XIII secolo come segno distintivo delle botteghe cartaie, la filigrana divenne nel tempo testimonianza di provenienza e autenticità e, successivamente, anche elemento di sicurezza contro la contraffazione.
Stemma, simbolo, lettera, disegno o marchio: ancora oggi una filigrana può trasformare un foglio in qualcosa di unico e riconoscibile.
È la firma della carta, impressa senza inchiostro.


La qualità

Una differenza che si vede e si sente. Una buona carta si riconosce con gli occhi, ma anche con le mani.
Composizione delle fibre, grammatura, spessore, collatura, superficie, grana, resistenza e capacità di assorbimento concorrono a determinare il comportamento del foglio e la sua risposta alle diverse tecniche artistiche, grafiche e di stampa.
Nella lavorazione a mano, dopo la formazione, i fogli vengono separati dalla forma attraverso il feltro, pressati per eliminare gran parte dell’acqua e quindi lasciati asciugare. La successiva collatura contribuisce a regolare la porosità e il rapporto della superficie con inchiostri e colori.
I bordi intonsi, le leggere variazioni della superficie e quelle piccole differenze che distinguono un foglio dall’altro raccontano inoltre la presenza del lavoro artigianale.
La qualità non è quindi soltanto un dato tecnico. È equilibrio tra materia, processo, esperienza e destinazione d’uso.
Ogni carta ha un carattere. La qualità è saperlo costruire.

L'innovazione

La tradizione è sempre stata innovazione
La grande tradizione cartaria fabrianese non è nata dalla conservazione di ciò che già esisteva, ma dalla capacità di migliorarlo.
Nel Medioevo i Mastri Cartai di Fabriano introdussero innovazioni decisive come la filigrana, la collatura con gelatina animale e la pila a magli multipli per la lavorazione delle fibre. Soluzioni tecniche che migliorarono qualità, durata e riconoscibilità della carta e contribuirono alla sua diffusione.
Quello stesso atteggiamento continua oggi.
Innovare significa sperimentare nuove fibre e nuove applicazioni, migliorare le prestazioni della carta, dialogare con artisti e progettisti, utilizzare tecnologie contemporanee e ricercare processi sempre più attenti alle risorse e all’ambiente.
Il sapere delle mani e le possibilità della tecnologia non sono mondi contrapposti: possono lavorare insieme per dare alla carta nuove forme, nuovi utilizzi e nuovi significati.
Perché una tradizione rimane viva soltanto se sa immaginare il futuro.

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