La filigrana


Alla fine del XIII secolo a causa del gran numero di opifici artigianali presenti in Fabriano, nacquero controversie in merito alla proprietà delle merci e la provenienza dell’uno o dell’altro artigiano.

La filigrana eliminò ogni confusione. Furono impiegati in filigrana monogrammi, nomi, disegni, e molto spesso gli stemmi proprietari.

Come è avvenuto per le invenzioni della carta, altrettanto è accaduto per la realizzazione della filigrana, cioè da una somma di prove e tentativi portati avanti da più operatori.

Se si pensa alla produzione della filigrana sulla carta è necessario ricordare che nacque dalla traccia netta e profonda lasciata dai fili metallici nel corpo del foglio, mentre le filigrane in chiaro-scuro vengono ottenute dal contrasto di differenti spessori e grammature determinati nel foglio dalle sporgenze o rientranze della tela punzonata.

Le filigrane possono quindi presentarsi in chiaro, scuro e chiaro-scuro.


La filigrana al tino

La filigrana al tino è la più antica ed è il miglior sistema per ottenere filigrane artistiche.
Dopo l’immersione della forma nel tino l’acqua sgocciola lentamente tra le maglie della tela e il movimento di scuotimento provoca una buona tessitura delle fibre e la perfetta distribuzione in corrispondenza della filigrana.


Indicazioni tecniche

Tecnicamente ricordiamo che:
– Le filigrane sono tanto più evidenti quanto più profondamente il mezzo filigranatore incide lo spessore del foglio;
– Le fibre si sistemano tanto meglio in corrispondenza della filigrana quanto più sono corte;
– Le filigrane più lunghe e voluminose risultano meno idonee per le filigrane;
– Le filigrane risultano più nette quanto più il foglio è opaco e ben sperato


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